martedì 5 luglio 2016

Formula 1 Gran Premio d'Austria: il perché di un disastro Mercedes evitato per un soffio.

Le TV ed i social media di mezzo mondo hanno ormai mostrato con dovizia di particolari quanto è accaduto nel corso dell'ultimo giro del Gran Premio d'Austria di Formula 1 che si è disputato domenica 3 luglio 2016 sul circuito dello Spielberg, in Stiria. Le monoposto dei due piloti della MercedesAMGF1, Nico Rosberg e Lewis Hamilton, in quel momento primo e secondo in gara, sono venute a contatto in una delle ultime curve, nel momento in cui Hamilton ha effettuato il sorpasso su Rosberg. Hamilton è riuscito a proseguire quasi indenne ed ha vinto la gara, mentre Rosberg, con l'auto danneggiata, è giunto al traguardo in quarta posizione. La Direzione Corsa ha ritenuto scorretto il comportamento di Rosberg ed ha comminato al pilota una penalità di 10 secondi sul tempo ottenuto in gara, peraltro ininfluente ai fini della classifica.
In sede di commento, in molti hanno imputato a Rosberg scarsa oculatezza: leader del Mondiale piloti con 24 punti di vantaggio sul compagno di squadra Hamilton (prima della gara in Austria), Rosberg avrebbe dovuto evitare ogni rischio e "accontentarsi" dei 18 punti che vanno al secondo classificato. Scontrandosi con Hamilton e classificandosi quarto, ne ha invece incamerati soltanto 11.
Certo una logica ragionieristica avrebbe consigliato maggior cautela. Eppure, a ben vedere, era praticamente impossibile che Rosberg accettasse tranquillamente il sorpasso da parte di Hamilton e ciò per un motivo molto semplice.
Rosberg è un ottimo pilota ma Hamilton è un campione: il pilota britannico ha quel "quid" in più che soltanto i fuoriclasse possiedono. Rosberg in cuor suo ne è consapevole ma, in pista, fa di tutto per dimostrare il contrario. Battere Hamilton deve essere diventata per lui quasi un'ossessione. Da qui il gesto inconsulto in Austria, che poteva costare il ritiro ad entrambe le Frecce d'Argento. È' andata bene ma è necessario che il team Mercedes intervenga per evitare che, alla prossima occasione, il disastro si materializzi. Toto Wolff e Niki Lauda avranno molto lavoro da fare.
(P.S.: il presente post è stato pubblicato dal sottoscritto anche su www.paid2write.org)